Penne e pennivendoli molisani

giovedì, 25 novembre 2004

Due buone penne molisane

Viatcheslav Kalinin, particolare da AVARICE (Seven Sins Series)Su “Altromolise” e su Antonio Sorbo molto si può dire (e qualcosa è stata detta in questo blog). Rimangono comunque un interessante giornale telematico e un bravo giornalista, dalla innegabile capacità di centrare i problemi, analizzarli nelle diverse sfaccettature e porgere i risultati ai lettori in corretto italiano.

 

Il trattamento che Sorbo ha riservato alla recente delibera della giunta regionale del Molise a favore della ditta SEM di Isernia merita il marchio della esemplarità. Correttamente, Sorbo dichiara di riprendere il documento dal numero in edicola de “il Settimanale del Molise” e lo ripubblica, in uno con la postilla di Pietro Colagiovanni, direttore del periodico.

 

Ad onta della formula di presentazione: “Si tratta di una delibera che si commenta, largamente, da sola”, la postilla di Colagiovanni risulta invece un po’ criptica, per addetti ai lavori, anche se tecnicamente ineccepibile. Ma, per fortuna del lettore, Sorbo s’incarica lui di identificare e sottolineare le anomalie connesse al finanziamento di 200 mila euro alla SEM, società editrice di un periodico molisano. E allora sì che diventano chiare e si commentano “da sole” le peculiarità della delibera:

 

- vicinanza politica alla giunta regionale, del direttore e del proprietario del periodico;

- eccezionalità dell’intervento, adottato con procedura straordinaria una tantum e non inserito in nessun contesto programmatico sull’editoria molisana;

- soldi non previsti in bilancio;

- anticipazione a cura della Finmolise con interessi a carico del contribuente;

- crisi della società richiedente dai contorni non ben definiti;

- assenza di precisi piani economici futuri;

- società senza dipendenti, che si avvale di collaboratori, con capitale versato di appena 10.400 euro;

- garanzia ipotecaria su un immobile già ipotecato dalle banche;

- ecc.

 

Il tocco finale è dato dal titolo dell’articolo di Sorbo, “Il giornale è in difficoltà? Ci pensa la giunta regionale…”. Titolo che ha anche il merito di suggerire al lettore un possibile scopo recondito dell’operazione a soggetti invertiti: “La giunta è in difficoltà? Ci pensa il giornale…”.



Giacomo Donati 13:43 |
giornali tv e web

venerdì, 19 novembre 2004

Prima volta, novità assoluta o incolta tracotanza?

erba volant - Telemolise: Luigi Fabio Mastropietro, è in uscita il n. 5 di Altroverso, questo quaderno di versi contemporanei...

Mastropietro: [...] Siamo distribuiti in tutta Italia, in 104 librerie per la precisione, oltre che negli istituti italiani di cultura all'estero.
[...] La rivista sarà presentata il 17 dicembre presso i Grandi Magazzini Teatrali, con la partecipazione di un personaggio importante della letteratura, Gian Ruggiero Manzoni, che è il pronipote di Alessandro e che ci conforta in questo nostro percorso. Ci conforta soprattutto in quello che è il progetto di Altroverso, che è quello di affiancare per la prima volta (penso che questa sia una novità assoluta per il Molise), autori molisani ad autori e intellettuali nazionali e internazionali che fanno la letteratura oggi. Cito qualche nome: nel n. 5, oltre a Gian Ruggiero Manzoni, c'è Constantin Pricov, che è un intellettuale rumeno [...], c'è Philippe Di Meo, che è un poeta francese e tanti altri.

Luigi Fabio Mastropietro, direttore editoriale di Altroverso, al TG di Telemolise, 19 novembre 2004.




Giacomo Donati 22:37 |
letteratura, giornali tv e web

sabato, 13 novembre 2004

Aspettando Godot:
la Biennale di Venezia a Campobasso

Giorgio De Cesario, ASPETTANDO GODOT (2000) tecnica mista, tela cm.50x60Dopo secoli di isolamento, assicurato dai ghiacciai del Matese e delle Mainarde ad ovest, dalle vorticose rapide del Trigno, a nord, e del Fortore a sud, e dalle acque perigliose dell’Adriatico ad est, sembra finalmente arrivata l’ora del Molise che si affaccia al mondo. O meglio, del mondo che si affaccia sul Molise. La montagna viene a Maometto: la Biennale di Venezia a Campobasso. Almeno è ciò che promettono gli strombazzamenti di rito, secondo i quali, anzi, a Campobasso sarebbe già approdata l’ultima tappa della mostra itinerante “Sensi contemporanei” sezione d’arte contemporanea della cinquantesima Biennale di Venezia (12 novembre 2004 - 13 gennaio 2005).

 

Benché il 12 novembre sia passato senza botti artistici e senza nessun riverbero veneziano all'ombra del Monforte, gli ottimisti ad ogni costo possono comunque brindare, tanto più che prima o poi a far da mallevadore all’evento ripetutamente annunciato ci penserà il maestro Gino Marotta, coadiuvato da due valide spalle: Antonio Picariello e Ernesto Saquella.

 

Sul primo, il critico d’arte Picariello, non occorre spendere altre parole: proprio in questi giorni ha tagliato un altro prestigioso traguardo, sbarcando alla corte di re Ruta (l’Artù degli anagrammisti di casa nostra), come responsabile alla cultura della Margherita molisana.

 

Invece, anche a costo di apparire irriverenti, qualche parola va spesa su Saquella che, per nostra fortuna, qualche anno addietro ha affidato alle stampe un testo foriero di informazioni sul suo conto.

 

Il libro, intitolato Verso il millennio virtuale (Il quadrato e la luce, Termoli 1994), fin dalla nota di copertina, promuove l’autore “tra i primissimi operatori culturali italiani ad aver approfondito le potenzialità offerte dalla multimedialità, dal cyberspazio, dalla realtà virtuale”. Saquella ci tiene a precisare che nel volume non si parla mai di Campobasso, del Molise, o dei suoi abitanti. Vi si fa semplicemente una riflessione culturale che, sempre a dire dell'autore, può essere esportata altrove (pensa a Milano e non a Roccapipirozzi, tanto per intenderlo) senza alcuna difficoltà.

 

A dire il vero, il libro cerca di fare i conti con gli sconvolgimenti operati dalla rivoluzione di portata planetaria innescata dalla rete sempre più fitta e sofisticata di computer e strumenti di comunicazioni in genere. Il lettore è messo in guardia: il futuro è già qui. Inderogabile la scelta: sentirsi ed essere protagonisti o condannarsi al ruolo di comparse. Sulle nostre teste pesano, e peseranno sempre più, i condizionamenti riconducibile all'uso passivo delle risorse multimediali. Saquella è categorico, invita ad attrezzarsi. Sul piano culturale ed estetico. Diversamente saremo annichiliti e ridotti al rango di “nuovi barbari”, schiavi della volgarità dilagante, del penultimo grido emesso e amplificato dai mass-media.

 

Improvvisa, a questo punto, arriva una frattura. Il discorso di Saquella lascia il sentiero della riflessione per continuare sulla strada dell'aneddoto e condurci al vezzo tipico degli intellettuali di casa nostra. Si legge nel libro di una passeggiata in un paesino mediterraneo, ma non marittimo (Roccapipirozzi?), in un afoso pomeriggio di agosto. “Vestivo un comodo bermuda”, scrive Saquella, “una camicia fiorata e mi riparavo dal sole con un panama. Il bermuda, più in particolare, mi era stato regalato da un amico che lo aveva acquistato di recente in un negozio di New York”. Di certo ignari di quest'ultima circostanza, “alcuni indigeni [nostro il corsivo] non provavano neanche a dissimulare lo sbigottimento soprattutto per la strana foggia dei bermuda. Il riso affiorava spontaneo sulle labbra, un riso malizioso...”.

 

Eccoli, dunque, i “nuovi barbari”. L'autore li identifica in coloro che si permettevano di deridere un abbigliamento di fresca importazione statunitense e (si vendica Saquella) non si accorgevano di quanto a loro volta fossero ridicoli nelle vesti imposte loro da una moda di accatto e di terza o quarta mano: “costume plastificato a bermuda..., scarponcini e calzette, rigorosamente corte, giallo limone..., canottiera da pallacanestro verde fosforescente, etc.”. Saquella picchia ancora più duro, poco oltre, quando commenta: “uno spettacolo non diverso di quello che si sarebbe potuto vedere in un paese del Terzo Mondo africano”.

 

Basta così. Non occorre insistere per precisare la natura del vezzo di cui si diceva: un vezzo molto diffuso, il vezzo di apparire. Di ergere se stessi a misura delle cose. E relegare, come fa l'autore, i “nuovi barbari” da una parte, e se stesso dall'altra. Pronto a stigmatizzare il comportamento altrui e a compiacersi del proprio.

 

Sull’onda dell’entusiasmo cybernetico, di lì a poco Ernesto Saquella allestiva a palazzo San Giorgio a Campobasso una mostra sulla contaminazione arte-computer, ricordata a distanza di anni da una leggenda metropolitana. Si racconta di ignari visitatori, allietati da una graziosa pantomima: estimatori dell’artista, appellandolo con il titolo di “maestro”, ne reclamavano insistentemente la presenza per abbeverarsi alla fonte del suo sapere artistico e godere di una interpretazione autentica dei capolavori in mostra.




Giacomo Donati 12:12 |
arte e artisti

martedì, 09 novembre 2004

Leopoldo Pilla? Cicero pro libro suo

Scrivendo al “Bene comune”, ottobre 2004, Giuseppe Tabasso ha proposto di onorare il bicentenario della nascita di Leopoldo Pilla (1805-1848).

 

Niente di più opportuno, sebbene strida la puntigliosità di Tabasso nell’avvertire che, “per una buona riuscita della ricorrenza, bisognerà muoversi subito, procedendo innanzitutto alla costituzione di un Comitato per le celebrazioni e stanziare un finanziamento che copra anche delle manifestazioni collaterali, che so: una ‘Giornata Pilla’ nelle scuole molisane, delle borse di studio per tesi su Pilla, la diffusione di testi sulla figura dell'intellettuale, ecc.”.

 

Perché – ci si chiede – Tabasso sente l’urgenza di sottolineare una ovvietà e cioè che senza tarì non si dice messa?

Una risposta celere e alquanto convincente è arrivata dalla redazione di “Altromolise” (diretto da Antonio Sorbo), che oggi ha ripreso e rilanciato la proposta dell’editorialista Tabasso, definendola: “Una iniziativa lodevole che noi condividiamo in pieno e per la quale siamo pronti a dare il nostro contributo”.

 

Ora, che la redazione di “Altromolise” trovi lodevole l’iniziativa, che tra l’altro prevede di stanziare un finanziamento anche per la diffusione di testi sull’intellettuale venafrano, è scontato ma non molto elegante. Manco a farlo apposta, una monografia su Leopoldo Pilla (Cosmo Iannone, Isernia 2003) è stata pubblicata proprio da Antonio Sorbo. E dal 2003 il suo sito telematico non manca di sottoporla all’attenzione dei lettori con l’immagine della copertina e lo slogan: il libro di Antonio Sorbo nella tua libreria.



Giacomo Donati 19:09 |
giornali tv e web

giovedì, 04 novembre 2004

La voce del padrone (teoretica dei due forni)

“Il bene comune”, periodico mensile diretto da Antonio Ruggieri, si è fatto promotore (unitamente ad “Altromolise”) di un convegno, tenutosi a Campobasso il 29 ottobre scorso, per dibattere la proposta di legge regionale “Interventi della Regione per il pluralismo dell’informazione e per il sostegno dell’editoria”.

 

L’incontro è sembrato quanto mai opportuno, come la stemperata aggressività del titolo, La voce del padrone?, e del logo prescelto (sullo sfondo il Molise, in primo piano lo storico cane che ficca il muso nella tromba del vecchio grammofono).

 

Poi, come spesso succede, la realtà cozza contro i buoni propositi e le teoriche prese di posizione. È bastato sfogliare il numero di ottobre 2004 de “Il bene comune”, da pochi giorni in edicola, perché molti dubbi sul punto interrogativo e su chi o che cosa etichettare come “voce del padrone” venissero a galla.

 

Per fissarli sulla pagina, basterà trascrivere qualche titolo con il relativo sommario.

 

L’ha detto Grasso, di Antonio Ruggieri: “Il critico televisivo ed editorialista del ‘Corriere della sera’ ha pubblicato di recente un volume intitolato Il bel paese della Tv, viaggio nell’Italia delle emittenti locali. Nel libro, il titolare della cattedra di Storia della radio e della televisione italiana alla Cattolica di Milano, articola e ribadisce ili giudizio di grande apprezzamento per Telemolise e per l’importantissima funzione che svolse durante il terremoto di due anni fa”.

 

Università: un laboratorio per il futuro, di Daniela Ricci: “A pochi giorni dall’inaugurazione dell’Anno Accademico e della nuova Aula Magna, il Magnifico rettore dell’Università del Molise racconta a ‘Il Bene Comune’ i progetti realizzati e quelli futuri”. Il che, a parte il profluvio di maiuscole, parrebbe configurare scenari di incolori reportage all’inglese, se non fosse che lo stesso articolo è stato già “strillato” in copertina con uno slogan tutt’altro che inglese: “Università del Molise. Una realtà d’eccellenza che sta cambiando la regione in profondità”.

 

Tutte le facce del Savoia, a cura di Nicola Macolino: “È stato recentemente presentato il cartellone teatrale della Provincia di Campobasso, ricco di eventi, lirica, prosa, danza e con una serie di collaborazioni con valide maestranze nel settore. Ne abbiamo parlato con l’Assessore alla Cultura Enzo Rosati”. Già, perché : “La crescente presenza di pubblico ha fatto sì che il teatro, oggi, sia diventato un punto di riferimento non solo per i campobassani ma anche per le politiche culturali della Provincia”.

 

“La cultura in mano ai giovani”, incontro con il neo Sovrintendente ai Beni e le Attività culturali del Molise, a cura della redazione: “Ha occupato la sua poltrona solo il 2 agosto scorso. Il neo Sovrintendente ai Beni e le Attività culturali per il Molise, Ruggiero Martinez, già alla guida dello stesso ente per la Regione Lazio, è un uomo elegante e cordiale. Docente di Architettura all’Università di Napoli, ama il teatro, il cinema, la musica di Mozart. E il Molise. Di cui si sente figlio adottivo. Con lui abbiamo discusso i futuri orientamenti del suo nuovo Ufficio”. Tra l’altro, spiega il neo figlio adottivo, in un empito di incontenibile empatia che avrà fatto la felicità degli interlocutori: “La nostra disciplina è composta per l’80% da tecnica e scienza e per l’altro 20% da opinione. E in quanto Soprintendente [sic], ho il dovere di costruire anche l’opinione. Farlo in Molise è, forse, più facile che in altri luoghi perché qui c’è un’opinione giovane attenta ed aperta. Questa è una regione per certi versi incredibilmente fortunata. Scarsa di risorse, ma ricchissima di intelligenza”.



Giacomo Donati 22:03 |
giornali tv e web