Penne e pennivendoli molisani

venerdì, 29 aprile 2005

L'ultimo dei peones

Complimenti al neo deputato Riccardo Tamburro. Sua l'impresa di intrupparsi tra i peones forzaitalioti proprio nel giorno della fiducia al Berlusconi bis, al più affollato governo della storia italiana.

Una festa, tra luci e ombre. Al neo supporter è stata negata la gioia di brindare alle più volte vaticinate fortune governative di Aldo Patriciello, olim stella nascente e fulgidissima della politica molisana, et nunc stella offuscata, per non dire tramontata. A dispetto dei 70 mila voti di preferenze delle ultime europee, Patriciello non è riuscito a salire sul carro, anzi sul treno di ministri, viceministri e sottosegretari.

Su quel treno c'è salito un altro molisano, anzi un concittadino di Tamburro. Stefano Caldoro, ministro per l'attuazione del programma, è nativo di Campobasso, benché espressione del Psi (ora Nuovo Psi) napoletano. E al diavolo le malelingue che acchiappano l'occasione per ironizzare su un socialista a capo di un ministero senza portafoglio.

Giacomo Donati 18:46 |
politici e amministratori

giovedì, 28 aprile 2005

Europei sì, ma italiani

Una divertente riflessione di Bruno Bozzetto (clicca qui)

Giacomo Donati 16:05 |
varie

mercoledì, 20 aprile 2005

20 mila euro di polemiche

A margine del finanziamento di 20 mila Euro concesso dalla Provincia di Campobasso al “Bene Comune”, Antonio Ruggieri aveva dipinto un quadretto idilliaco che in questi giorni pare sia stato squarciato dai fatti.

Secondo Ruggieri, la riunione del 9 marzo, fra una delegazione del “Bene Comune” e i capigruppo della Provincia di Campobasso, convocata dal Presidente del Consiglio Gino Di Bartolomeo, per entrare nel merito dei rapporti allacciati, in riferimento a “una circoscritta, mirata e capziosa campagna del quotidiano ‘Nuovo Molise’”, era “andata assai diversamente” da come si sarebbe potuto pensare.

Sempre secondo Ruggieri, i capigruppo,  “persone garbate e misurate”, avevano “ascoltato con attenzione la ricognizione delle tante cose” fatte dal “Bene Comune”,  e la “prospettazione” di quelle in cantiere. Avevano “apprezzato, condiviso e ribadito la linea indipendente e pluralista di questo giornale”, giungendo ad auspicare “una sua maggiore diffusione, nel mondo della scuola innanzitutto”. Tant’è che si erano “lasciati con una stretta di mano e con l'impegno a rendere più strategico e strutturato il rapporto di collaborazione”.

In definitiva, secondo Ruggieri, era stato “l'incontro franco e rispettoso fra un pezzo di società civile con un pezzo di società politica”,  il cui “esito proficuo e auspicioso”, pareva costituire “una piccola ma significativa vittoria per tutti noi, nel segno della democrazia responsabile e partecipativa che la nostra insidiata e marginale comunità deve imparare a costruire” (A. Ruggieri, Una vittoria per tutti noi, “Il Bene Comune”, marzo 2005).

Sennonché è di questi giorni la notizia che giunge dalla Provincia di Campobasso (fonte: “Il Tempo Molise”, 16 aprile 2005) della “lunga e animata discussione sulla mozione, primo firmatario il consigliere di Forza Italia Eldo Fierro, nella quale si chiedeva la revoca del contributo di 20 mila euro che l’amministrazione ha assegnato all’associazione culturale ‘Il Bene Comune’”. E sì, perche la delibera “ha provocato un coro di proteste nei banchi della minoranza e qualche mugugno anche all’interno della maggioranza, come è risultato evidente dall’intervento del presidente commissione cultura Gervasio Barone”. Per “Il Tempo” non ci sono dubbi. Benché respinta ai voti, la mozione adombra il dubbio che con il finanziamento concesso sia stata fatta una palese discriminazione ai danni di attività altrettanto meritorie e il timore che la Provincia possa diventare un banco di mutua assistenza per tutte le testate giornalistiche e le associazioni che riterranno opportuno chiedere aiuto.

La contraddizione tra il roseo resoconto dell’incontro avuto da Ruggieri con i capigruppo e quello piuttosto funereo che “Il Tempo” fa della seduta consiliare è insanabile. O è vero il resoconto di Ruggieri o è vero il resoconto del “Tempo”. Tertium non datur. Salvo non si vogliano trattare gli amministratori provinciali non più come “persone garbate e misurate”, ma come inguaribili schizofrenici che un giorno fanno e dicono una cosa e il giorno dopo l’esatto contrario.

Giacomo Donati 22:56 |
politici e amministratori, giornali tv e web

martedì, 19 aprile 2005

Il volto della piaggeria conformistica 

Città e borghi molisani rigurgitano di gigantografie papali. Le effigi di Giovanni Paolo II, immortalato come "Il volto della speranza" in pose e momenti diversi (un bambino in braccia, ai piedi della madonna di Castelpetroso, in atto benedicente, etc.), campeggiano agli angoli delle strade e delle piazze.

Considerata la sovraesposizione mediatica del papa, con il profluvio di immagini e servizi a lui dedicati momento per momento dagli schermi televisivi e di milioni di siti Internet, dai rotocalchi, dai quotidiani, non si capisce perché le diocesi molisane abbiano ritenute di contribuire al bailamme.

Soprattutto, non si capisce perché la Regione Molise, per il tramite dell'Assessorato alla Cultura, abbia ritenuto di dover mettere mano al bilancio per inondare il Molise con questa alluvione di gigantografie. Anche a voler glissare sulla calpestata laicità dell'ente, resta lo sconcerto davanti a una iniziativa di cui non si capisce né il senso culturale né la portata istituzionale.

Giacomo Donati 08:42 |
politici e amministratori

giovedì, 14 aprile 2005

Penne di pavone

Nel mondo delle lettere regionali non è rara la figura di chi si avvale di studi altrui, ne disconosce la paternità e tenta di accreditarli come propri. Quella del corvo che si riveste di penne del pavone e cerca di spacciarsi per pavone è storia sempre attuale in Molise.

A Isernia come a Campobasso. E sembrerebbe, sulla scorta di quanto pubblicato dal “Quotidiano del Molise”, anche a Termoli dove, nel corso di una recente conferenza stampa, Antonio Mucciaccio ha presentato due pergamene d’epoca bizantina, che certificano la donazione della chiesa della santa Trinità all’abbazia di Montecassino. Contro Mucciaccio, che ha rivendicato il merito di aver scoperto e studiato i due antichi documenti “termolesi” presso l’archivio di Montecassino, sono insorti Felice Costantino, Angelo Paqualini e Sergio Sorella, autori del libro Termoli, storia di una città, redatto per conto dell’allora sindaco Sapia e mai pubblicato, benché la bozza fosse stata regolarmente consegnata alla subentrante amministrazione del sindaco Montano.

Essendosi diffusamente soffermati sulle due pergamene bizantine e avendole già trascritte nel libro, gli autori avanzano il dubbio che Mucciaccio si sia rivestito delle loro penne. Fuor di metafora: il dubbio che le due pergamene “scoperte” da Mucciaccio “siano state attinte proprio da lì”, da quella bozza che anni addietro hanno consegnato all’Amministrazione senza vederla né pubblicata né restituita agli autori.

Giacomo Donati 10:55 |
letteratura

martedì, 12 aprile 2005

Quotidiani vecchi e nuovi

erba volant - Un ciottolo è caduto nello stagno della stampa molisana. Domenica, 10 aprile, dalle colonne di "Nuovo Molise" sono partite bordate niente male contro Iorio & C. Si parva licet, come se il fido Emilio si fosse permesso una sortita contro il venerato Silvio.

Ma è inutile covare illusioni. Per un Ciarrapico che prova ad abbaiare e a mordere (sperando forse in un'offa più grande e più saporita), c'è pronto un Ventresca con l'ennesima iniziativa editoriale fiancheggiatrice. Questa volta è un quotidiano in tecnicolor e si chiama "La gazzetta del Molise". In natura nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Nel mondo dei quotidiani molisani, se vale lo stesso principio, tutto si trasforma, ma niente cambia. Mai.

Giacomo Donati 14:29 |
giornali tv e web

venerdì, 08 aprile 2005

Censurato anche il papa?

 

Sembrerebbe di sì. Censurato dal Collegio Cardinalizio un passaggio del testamento di Giovanni Paolo II, reso pubblico alla vigilia delle esequie, a cadavere ancora caldo. Senza che vaticanisti ed affini spendessero verbo in proposito. E sì che riguardava un aspetto di qualche momento, come il luogo dei funerali, se non proprio della sepoltura, luogo che aveva suscitato tante speranze nei cuori dei fedeli di Cracovia e della Polonia tutta, che avrebbero voluto riavere in patria il loro "Lolek". 

Nella versione italiana del documento, redatto in polacco e a più riprese, si legge:

5.III.82 In connessione con l'ultima frase del mio testamento del 6.III 1979 («Sul luogo /il luogo cioè del funerale/ decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali») - chiarisco che ho in mente: il metropolita di Cracovia o il Consiglio Generale dell'Episcopato della Polonia - al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di soddisfare in quanto possibile le eventuali domande dei su elencati.
 
Successivamente, quasi a mitigare la pesante ipoteca polacca, Giovanni Paolo II (JPII) precisa:

1.III.1985 (nel corso degli esercizi spirituali). Ancora - per quanto riguarda l'espressione «Collegio Cardinalizio e i Connazionali»: il «Collegio Cardinalizio» non ha nessun obbligo di interpellare su questo argomento «i Connazionali»; può tuttavia farlo, se per qualche motivo lo riterrà giusto. JPII. 

Ora, ognuno può verificare che «l'ultima frase» cui allude il Santo Padre, riportandola tra parentesi e tra virgolette («Sul luogo /il luogo cioè del funerale/ decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali»), non compare nel testamento del 6 marzo 1979, che è chiuso dalla dimessa prescrizione: 

Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha dato il Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella terra, non in un sarcofago, 13.3.92). «apud Dominum misericordia et copiosa apud Eum redemptio». 

E se non compare la precisa indicazione del Collegio Cardinalizio e dei «Connazionali» chiamati a decidere il luogo dei funerali, ci sarà pure un motivo. Svista del traduttore? Disguido telematico dovuto alla frenesia degli eventi o improvvido intervento censorio di Santa Romana Chiesa? 

Giacomo Donati 17:15 |
varie

lunedì, 04 aprile 2005

Grandezza e miserie della Chiesa

 

Il mondo intero che trattiene il fiato e prega. I riflettori, le telecamere e i microfoni di tutte le televisioni del pianeta puntati sui palazzi apostolici, sulla basilica e su piazza San Pietro. I principali giornali che nazione per nazione annunciano prima l’agonia e poi la morte del papa con foto a piena pagina e titoli a caratteri cubitali. Milioni di pellegrini e duecento tra capi di Stato e di governo attesi per i funerali, come se in una volta sola anche a nome della più sperduta landa si volesse ricambiare l’amore che Giovanni Paolo II ha riversato in ventisei anni e mezzo di pontificato e centoquattro visite apostoliche.

Sia pure in declino e sostanzialmente inascoltata, la Chiesa del papa polacco si erge in queste ore di dolore e di lutto in tutta la magnificenza e la grandezza di un inespugnabile baluardo dello spirito, assicurato da un contesto mediatico sconvolgente.

E disperde come granelli di polvere le polemiche insignificanti, le puntigliose prese di posizione, gli anatemi scagliati da questo o quel prelato, questo o quel teologo contro il diverso, il lontano, contro chi si diverte a gettare fango contro l’istituzione ecclesiastica e le sue gerarchie. Per esempio, a che pro le precisazioni, le rettifiche, i distinguo per decretare la messa all’indice virtuale di uno scrittore sostanzialmente illeggibile come Dan Brown? Forse per aiutarlo a fare dei suoi libri i bestseller internazionali che sono diventati?

Prendiamo Angeli e demoni, la cui vicenda thriller si svolge a Roma, in particolare in Vaticano, in anni prossimi a noi, e ruota attorno alla morte del papa e al successivo conclave. Quale lettore è disposto più a dare credito a Dan Brown, dopo che lo scrittore americano ha lasciato cadere di queste pennellate profetiche nel romanzo?

- Per fortuna il traffico telefonico era stato scarso, quella sera. Anche se, a pensarci bene, non era poi una cosa positiva: negli ultimi anni l’interesse mondiale nei confronti del Vaticano era notevolmente diminuito. I giornalisti chiamavano sempre meno e i mitomani erano ormai una rarità. L’ufficio stampa sperava che il conclave fosse accolto con più entusiasmo, invece, sebbene, Piazza San Pietro fosse gremita di giornalisti, questi erano prevalentemente italiani o europei. Sì, c’era anche qualche network generalista a diffusione mondiale, ma non con inviati di spicco (pag. 150)

- La redattrice guardò lo schermo sbadigliando e digitò “Città del Vaticano”. Quando vide il nome dell’inviato incaricato di seguire l’elezione del papa, ridacchiò tra sé. Si trattava di un nuovo assunto, che la BBC aveva appena sottratto alla redazione di un tabloid londinese e, ovviamente, fatto cominciare dalla gavetta (pag. 181)

- Il giornalista Gunther Glick, seduto nel furgone della BBC parcheggiato sul lato occidentale di piazza San Pietro, sudava e malediceva il suo caporedattore. Benché alla fine del mese di prova i suoi superiori lo avessero giudicato intraprendente, brillante e affidabile, lo avevano spedito a Roma a fare Pope-watching(pag. 199)

- Glick non riusciva a capacitarsi che la BBC mandasse ancora inviati a seguire eventi di così scarsa importanza… (pag. 199) 

Ecco, davanti a una così evidente incapacità a leggere i segni dei tempi risulta del tutto infondato il bisogno avvertito nei ranghi ecclesiastici di perpetuare l’esecrabile vizio della censura ex cathedra.  

Giacomo Donati 22:32 |
letteratura, giornali tv e web

venerdì, 01 aprile 2005

Florilegio (marzo 2005)

Marzo (Breviario Grimani)

30 marzo - Surrealisti. Sant’Angelo Limosano. Sparisce nel nulla il giorno di Pasqua. In paese le ipotesi più strane.
Il quotidiano del Molise

23 marzo - Poetici. Un pò di dolcezza in Consiglio regionale. Depone la carica di consigliere regionale Rosario De Matteis, restando ovviamente nelle funzioni di assessore, subentra al suo posto Sabrina De Camillis, la seconda dei non eletti nelle Regionali dell’ 11 novembre del 2002.
La convalida dell’insediamento è stata ufficializzata ieri mattina nell’aula di palazzo Moffa al momento dell’inizio dei lavori consiliari quando la De Camillis ha preso posto nei banchi del centrodestra.
Un avvento rosa, l’unico tra i Consiglieri (benissimo la maiuscola!), se si esclude la Presidente Fusco Perrella ricoprendo quest’ultima l’alto vertice (alto vertice è un'alta finezza!) dell’aula, che va a rompere insieme ovviamente alla Presidente la rudezza di un Consiglio tutto al maschile per rafforzare i toni della leggiadria a favore di atteggiamenti che, per il futuro, si spera possano almeno essere condizionati e quindi essere ammortizzati in rispetto del decoro, del rispetto e della sensibilità verso il gentil sesso...
Aldo Ciaramella, "Il Tempo - Molise"

22 marzo
- Excusatio non petita. Assessore De Matteis, lei stamattina ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale (per far posto a Sabrina de Camillis, n.d.r.). Da cosa è nata questa decisione?
- Ma è una... decisione maturata negli ultimi due o tre mesi. Non è vero che ho avuto pressioni. Non ho avuto pressioni da nessuno...
Rosario De Matteis al TG di Telemolise

18 marzo - Matematici. È nata il 18 marzo del 1897 la più vecchia campobassana.
Le straordinarie 107 primavere di nonna Giuseppina.
Il quotidiano del Molise 

15 marzo - Terremotati. «La verità - secondo il sindaco di Santa Croce [Pasquale Marino] - è una sola: non ci sono i soldi. Per questo i governi nazionale e regionale si stanno muovendo solo sull’onda dei ritardi. Non ci sono nè fondi nè risposte da dare, quindi bisogna perdere tempo»[...] «Se guardiamo all’Ordinanza emessa nel 2003 ..., scopriamo promesse di rimborsi al 100% e senza tetti-limite. Ma se poi andiamo a vedere la realtà della ricostruzione, a 2 anni e mezzo dal sisma, non una pietra è stata tirata su grazie allo Stato, e nessuna delle finanziarie approvate da allora contiene soldi per il terremoto del Molise. Neanche i bambini morti nel crollo della scuola di San Giuliano hanno ottenuto risposte. La scuola, da allora, è stata ricostruita, ma solo grazie alla solidarietà». 
 

12 marzo - Sinergici.  

Vuole il musico Albanese
dal magnifico rettore
l’aula magna senza spese,
giusto a titolo d’onore.
Spiega il musico Albanese
al magnifico rettore
che l’orchestra del Molise
se lo merita il favore...
E si becca un "Senza spese?
Va’ a suonare a quel paese!".

 11 marzo - Politici di professione. Ex enfant prodige della DC molisana originario di Vinchiaturo, ora iscritto a Forza Italia, nominato assessore regionale, nella cui biografia ufficiale, presumo da lui dettata o approvata (www.regione.molise.it/), non v’è traccia di attività professionale, svolta in proprio o alle dipendenze di altri, diversa dalla politica o da ciò che strettamente ne discende. Scorrendola mi sono chiesto: questa cosa dev’essere sfuggita a Berlusconi, è possibile che un "disoccupato" faccia l’assessore regionale al … Lavoro?
Giovanni De Fanis

8 marzo - A proposito di mimose. Perché nessuno ha le palle di dire che le donne intelligenti se sono carine ci tengono a essere apprezzate tanto per la loro testa che per il loro bel culo? Alzi la mano la donna carina che non ha mai sfruttato il suo aspetto. Altolà, non parlo di andare a letto con un vecchio bavoso per ottenere favori personali, parlo del sorriso fatto al conducente perché fermi l’autobus o del gioco di seduzione ai danni dell’ortolano perché vi serva al meglio…
Laura, "
Catena di San Libero"

6 marzo - Uno sguardo al giornale la domenica mattina.
- Chiusa la A/14 da Termoli a Poggio Imperiale. L’acqua invade l’Adriatica. Ferrovie e strade nel caos
- Lago di Occhito, disastro annunciato, L’invaso è tracimato provocando scarichi incontrollabili nell’immediata valle (Collotorto, Santa Croce…).
- Straripato anche il Biferno
- Ripalimosani, si sgretola il campanile, evacuate 2 case
- Campobasso, smottamento sulla tangenziale
- Pietracatella, allarme frana, a rischio un’abitazione
- Evacuata Campitello Matese. Turisti e sportivi hanno abbandonato la stazione sciistica
- Isernia, Frana il colle a ridosso del cimitero
- Trivento, Compromessi anche i raccolti, Neve e pioggia, Alto il rischio frane [...]

3 marzo - Ottici.
In quest’ottica, consapevoli dello stato di difficoltà in cui versa l’Ente, come Esecutivo stiamo studiando una serie di azioni finalizzate a risolvere la situazione contingente ed avviare questa struttura con speditezza sulla strada dell’ampliamento e dell’apertura a nuovi e più interessanti investimenti.
In quest’ottica ti invito caldamente a recedere dalla decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente...
Lettera di Michele Iorio a Roberto Colalillo, presidente del Consorzio Industriale Campobasso-Boiano

1 marzo - Globe-trotters
. È fin troppo facile denunciare questi fatti, qualcuno potrà anche pensare che si fa della facile demagogia ma, come fare diversamente?
Come non denunciare questo andazzo vergognoso? Il Molise frana, le imprese chiudono e scappano, talvolta dopo avere incassato soldi pubblici, i terremotati sono ancora nei villaggi, la sanità è allo sfascio e i componenti del governo regionale, presidente incluso, che fanno?
Non trovano niente di meglio che andarsene in giro per il mondo a spese di tutta la tartassata comunità.
Candido Paglione (Acb/Col/Adnkronos) 

Giacomo Donati 19:09 |
varie