Penne e pennivendoli molisani

lunedì, 27 giugno 2005

Campobasso città senz'anima?

Due libri (Post-Milano di Salvatore Carrubba e Il crollo delle aspettative di Luca Doninelli) hanno aperto giorni fa un "caso Milano" con rabbiose ed appassionate accuse di declino che il filosofo Giovanni Reale ha poi reiterato sul Corriere della sera affermando che la città "è colpita da un male che non fa comprendere i valori delle persone e delle cose".

Sono parole che, mutatis mutandis, trasferisco pari pari a Campobasso, mia città natale, dopo un'amarissima esperienza vissutavi la settimana scorsa. Ve la riassumo.

La rivista Il Bene Comune ospitò una mia ricerca che rivelava ai molisani l'esistenza di un campobassano importante, Michelangelo Pappalardi, intellettuale rigoroso quanto scomodo, "disubbidiente" d'altri tempi, comunista dissidente, capo di una tendenza antigramsciana inizialmente bordighista, braccato dai fascisti e morto esule ad appena 45 anni.

Uno storico milanese, Dino Erba, documenta il rilievo di questa figura nelle travagliate vicende della sinistra non appiattita sulle tesi sovietiche e pubblica un libro che l'Ateneo del Molise e l'Assessorato alla Cultura del capoluogo decidono di presentare ai campobassani. Ne esce un convegno di straordinario interesse per la memoria storica locale e per la memoria storica tout court. Ad animarlo c'è lo stesso Dino Erba, c'è il prof. Giovanni Luseroni (che insegna storia all'università molisana), c'è Michele Petraroia che ricorda le lotte di Pappalardi per i più deboli, c'è anche Francesco Pappalardi, docente universitario che ha fatto ricerche d'archivio sul fratello di suo nonno Silverio, c'è il sottoscritto a stimolare approfondimenti sulla tragica e complessa figura di questo grande molisano, c'è Antonio Ruggieri che conduce il convegno (in assenza del rettore Cannata e dell'assessore Di Donato) e c'è il sindaco Di Fabio che si presenta, inatteso, per annunciare l'intitolazione di una strada e di una borsa di studio in onore del grande e finora ignorato concittadino. Insomma una gran bella occasione. Perduta. Perduta per una umiliante mancanza di pubblico: 7 persone 7. Nemmeno un curioso per caso.

La delusione è cocente essendomi esposto di persona per coinvolgere nell'iniziativa Erba, Luseroni, Ruggieri e il giovane Pappalardi. Ma oltre alla latitanza dei cittadini, a colpirmi è stata la totale incapacità di informarli e mobilitarli. Locandine di pochi centimetri poste chissà dove, decine di studenti che bivaccano ignari all'esterno della sede universitaria del convegno, una troupe Rai rimandata addirittura indietro, nessun funzionario dell'ateneo e dell'assessorato a far gli onori di casa, latitanti i politici, i memorialisti locali e gli intellettuali (solo due e da citare: Adriana Izzi e Paolo Borrelli), assenti perfino quelli la cui indifferenza avrà fatto rivoltare Pappalardi nella tomba: non c'erano sindacalisti, "disobbedienti", no global, rifondazionisti, ex o post comunisti, non c'erano quelli che non si perdono un corteo di protesta.

Una diserzione, un' apatia che mi è parsa la spia, di un sistema a pezzi, di una deriva culturale, sociale, mediatica e organizzativa, di una città che - a dispetto del suo primo cittadino - non ha più un'anima. Ecco perché, cara Campobasso, vale per te quanto ha scritto per Milano il filosofo Reale: sei colpita da un "male che non fa comprendere i valori delle persone e delle cose".

Giuseppe Tabasso, da Altromolise, 27 giugno 2005

Giacomo Donati 16:58 |
contributi di terzi

lunedì, 13 giugno 2005

Blog sospeso

Niente di problematico, solo qualche settimana di pausa e, si spera, di relax.
Saluti a tutti.

Giacomo Donati 14:30 |
varie

mercoledì, 08 giugno 2005

Lauree ad honorem agli sportivi.
Per il Vaticano non hanno senso

Una tantum si può concordare con il pronunciamento del Vaticano. E anche se lo spunto è stato offerto dalla recente laurea a Valentino Rossi, il pensiero corre alla laurea ad honorem in Scienze della Formazione Primaria conferita a Jury Chechi dall'Università del Molise il 6 dicembre 2005.

Che senso ha insignire un campione come Valentino Rossi (o appunto come Jury Chechi) di un riconoscimento accademico in una materia della quale non ha alcuna conoscenza scientifica?

Se lo è domandato il card. Fiorenzo Angelini, commentatore sportivo d'eccezione per la Radio Vaticana. "In effetti - ha spiegato ai microfoni One-o-Five Live, il canale in fm dell'emittente - la laurea honoris causa sembra nobilitare l'atleta che però non viene nobilitato per questo, perché se fosse un analfabeta non diventerebbe dotto per una laurea ad honorem". Certi campioni, ha continuato Angelini, "si sono fermati alla scuola media dell'obbligo", e poi vengono insigniti di una laurea "unicamente perché hanno il coraggio, la competenza e la perizia di saper correre, nel caso di Valentino Rossi, e vincere". "Mi sembra - è il duro giudizio di Angelini - che sia un appiattimento della scienza di fronte ad una realtà sportiva, altrettanto importante e valida, ma ben distinta e distante da quelle che la scienza vuol rappresentare nella singola materia che viene attribuita". "Per questi atleti - ha concluso il card. Angelini - ci sono altri titoli di onore. Il Capo dello Stato non manca di essere generoso con ricompense, gratifiche onorifiche che veramente possono avere uno specifico che non crea confusione tra materie diverse e distanti".

Si diceva: una tantum si può concordare con il pronunciamento del Vaticano, ma evidenziando a chiare lettere che inquadra solo una faccia della medaglia, perché trascura la pubblicità gratuita che si riversa sull'Ateneo, grazie a un testimonial di grande presa sui giovani, ossia sui clienti dell'azienda universitaria. Un testimonial a costo zero. Ammesso che si possa parlare di costo zero davanti all' "appiattimento della scienza di fronte ad una realtà sportiva, altrettanto importante e valida, ma ben distinta e distante da quelle che la scienza vuol rappresentare". 

 

Giacomo Donati 11:16 |
politici e amministratori

lunedì, 06 giugno 2005

Chiesa e Stato? Un corpo, un'anima

erba volant - "E' ahimé prevedibile che domenica prossima, in una regione di forte tradizione cattolica come il Molise, l'invito della Chiesa ad andare al mare prevarrà su quello dello Stato a votare e che quindi il referendum non raggiungerà il quorum raggiunto nel 1974 e nel 1978 su divorzio e aborto, quando i cattolici affrontarono col voto battaglie di principio".
 
Così Giuseppe Tabasso, Problemi molisani di referendum, "Altromolise" 6 giugno 2005, in quello che appare un mal riuscito esercizio retorico. La classica contrapposizione, tutta ideale, tra Chiesa e Stato cozza contro la realtà che vede la Chiesa cattolica e lo Stato italiano tendere alla perfetta sintonia per invitare in coro i cittadini ad andare al mare. Non per nulla il medico Severino Antinori ha presentato a nome del comitato "Libertà e Ricerca" una denuncia non solo nei confronti del presidente della Conferenza Episcopale italiana Camillo Ruini, ma anche dei presidenti delle Camere Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera e dei ministri della Cultura Rocco Buttiglione, dei Rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi, dell'Agricoltura Gianni Alemanno e della Salute Francesco Storace.

A dar manforte al capo della Chiesa italiana, quattro ministri insieme alla seconda e alla terza carica dello Stato. "Con i loro interventi - si legge nella denuncia - hanno avuto il palese scopo di indurre i cittadini ad astenersi dal voto", con ciò violando quanto previsto dal dpr 30 marzo 1957 che punisce i pubblici ufficiali, ministri di culto e "chiunque investito di pubblici poteri si prodiga per indurre l'elettorato ad astenersi" da una consultazione.

Giacomo Donati 22:27 |
giornali tv e web

mercoledì, 01 giugno 2005

Florilegio (maggio 2005)

Maggio (Breviario Grimani) 1 maggio - Emuli di Ventresca. Il suo forte rasoterra sfiora la traversa
(Boiano-Sangiuseppese)
Un cronista di Telemolise

3 maggio - Berlusconisti. La giunta Iorio “ha fallito dove più forti erano le speranze, le promesse e i bisogni: negli aspetti centrali della vita collettiva come la sanità e le problematiche lavorative; geniale è la figura della consulenza per dare posti di lavoro senza perdere tempo con i concorsi! Questo governo è lo specchio di quello nazionale, un berlusconismo alla molisana!”.
Marcello Veneziale

7 maggio - Giornalisti e no. Si sta creando, anche in Molise, una generazione di giornalisti in grado di affrontare dignitosamente episodi eclatanti come la vicenda di Izzo. Più che l'inesperienza dei "piccoli" giornalisti è saltata all'occhio, la pigrizia di organi di informazione molisani, di servizio pubblico, decisamente meno "free lance" e sicuramente più organizzato e ben retribuito. Perchè? E si è distinta, ancora una volta, Telemolise: puntualissima e in grado di sostenere numerose edizioni sull'argomento. Se il privato "potente" è visibilmente migliore del pubblico, diventa difficile giustificare certe diffidenze e certi pregiudizi politici. Il "nemico", mi si passi la terminologia maldestramente bellica, devi vincerlo, non rimuoverlo per decreto e per dogmi ideologici.
Caterina Sottile

9 maggio - Sinfonie portanti. 9 maggio 1950. Un giorno apparentemente uguale agli altri ma che sarebbe stato poi annotato nel grande “libro della storia” come il primo importante e basilare passo ufficiale per costruire un’Europa Unita culturalmente, economicamente e socialmente. Una proposta, quella del Ministro degli Esteri della Repubblica Francese, Robert Schuman, che intendeva (con non poco coraggio ed indiscusso ottimismo nel futuro e nella capacità degli uomini di trovare una comune strada da percorrere) concretizzare un’unità di interessi pacifici tra stati che fino a poco tempo prima si erano così atrocemente combattuti. Era la prima importante nota di una lunga sinfonia che avrebbe nei successivi cinquantacinque anni portato alla stesura di una “comune” Carta Costituzionale che realizzava un sogno di tanti statisti, e pensatori dell’ottocento e del novecento.
Michele Iorio

10 maggio - Eufemistici. La scelta obbligata tra due soggetti politici non appartiene al popolo italiano sia in termini culturali che ideologici... Dividere l'Italia in due blocchi elettorali significa insistere in quel processo di federalismo ideato da alcuni partiti di governo tra cui la Lega Nord, che allo stato attuale non contribuisce e forse non contribuirà alla crescita sociale ed economica del Sud dell'Italia. Il ritorno al sistema proporzionale, anche con una rigorosa soglia di sbarramento, garantirà ad ogni soggetto politico, vecchio o nuovo che sia, a presentarsi ognuno con la propria identità, una sorta di denominazione di origine controllata, per dirla con un eufemismo.
Cosimo De Natale, direttore de "Il Foglietto"

14 maggio - Transgenici. Ormai Venafro (ci mancavano solo gli pseudo-ecologisti che parlano di pulcini a quattro zampe per effetto delle centrali turbogas e non si rendono conto che a Venafro nascono i ciucci a due zampe) è nella totale anarchia.
Franco Valente

16 maggio - Topi che scappano. Ormai la grande fuga è iniziata. Esponenti del centrodestra, anche importanti, ad uno ad uno stanno lasciando la Casa delle Libertà. L'ultimo, a sorpresa, è Franco Mancini che oggi ha annunciato la sua adesione alla Margherita.
Altromolise

19 maggio - Al passo coi tempi. Gli svincoli di accesso e le strade periferiche di Campobasso sono stati dotati di cartelli stradali di pregnante attualità: Casa Circondariale, con tanto di freccia di direzione.

21 maggio - Volatili. Il titolo riportato dalla "Gazzetta" di Ventresca è "Cultura, volano di un territorio". Antonella Niro (Rassegna stampa di Telemolise) lo ha letto, accentando la prima "o" di volàno, come si trattasse di una voce del verbo volare. Uno sfrenato omaggio a Ionesco, tanto per intenderci.

23 maggio - Creativi. La mamma dei cretini è sempre in cinta [sic].
Vincenzo Cimino

26 maggio - Storici. Il treno “Minuetto” a Campobasso? “Credo che sia un fatto storico”.
Michele Iorio

28 maggio - Letterati. Se Carlo Levi fosse nato in Molise avrebbe scritto: “Cristo si è fermato a Guardialfiera!”.
Caterina Sottile

30 maggio - Il Papa a Duronia. Mario Fittizio, di Duronia, mi ha invitato a pranzo. Ci siamo croccati il suo vino che ha un sapore catarrato e ci siamo scordati che arrivava il Papa. Quando è tornato la moglie a casa dalla messa, era in estasi mistica, religiosa. Noi pure...
Rossano Turzo

Giacomo Donati 14:15 |
varie