Penne e pennivendoli molisani

martedì, 15 maggio 2007

Due domande a «Il Tempo» sugli arresti tra le forze dell'ordine

Al Molise ancora una volta gli onori delle prime pagine nazionali e dei notiziari radiotelevisivi. Per tutti, il «Corriere» titola: "Molise: arrestati carabinieri e poliziotti. Tra loro il comandante provinciale dei Carabinieri". E spiega: "I reati contestati agli arrestati sono associazione per delinquere, truffa continuata, falsi in atto pubblico, peculato, rivelazione di segreti d'ufficio. «Una vera e propria lobby» quella scoperta dal secondo filone dell'inchiesta «Black Hole», capace, secondo [il procuratore di Larino] Magrone, «di far propri interi comparti istituzionali, occupandone i gangli vitali, dalla Asl al Comune di Termoli, ed estendendo le proprie infiltrazioni in variegati settori, dagli appalti alle assunzioni presso enti pubblici»".

Naturalmente i quotidiani regionali si allineano con titoli a tutta pagina sulla corruzione, sul terremoto giudiziario, sulla nuova ondata di arresti eccellenti. Fa eccezione la pagina locale de «Il Tempo», la testata più antica e forse più prestigiosa, con un incomprensibile "Quelli della porta accanto" a carattere di scatola. Incomprensibile anche per la stessa locandina, dove invece si è preferito annunciare con franchezza di arresti tra le forze dell'ordine nell'ambito dell'inchiesta «Black Hole».

Ora, non riuscendo in nessun modo ad adattare l'etichetta di "Quelli della porta accanto", per esempio, ad alti ufficiali dei carabinieri, ci permettiamo di rivolgere un paio di domande ai responsabili de «Il Tempo» e, giacché ci siamo, anche ai rappresentanti dell'ordine dei giornalisti molisani, impegnati in questi giorni per il rinnovo dei vertici. Significa qualcosa quel titolo incomprensibile? E se non significa niente - come implicitamente certificato dalla locandina - perché è stato usato? 


Giacomo Donati 14:13 |
giornali tv e web

venerdì, 11 maggio 2007

Francesco Totaro commemora Mario Tanassi

Francesco Totaro, consigliere regionale della Margherita, ha dedicato poche parole di commemorazione all'indirizzo di Mario Tanassi. Ma avrebbe potuto dilungarsi, se non sulle traversie giudiziarie del defunto uomo politico molisano, almeno sulle sue simpatiche cantonate.

Le gaffe dell'ex segretario del PSDI fecero la fortuna dei notisti politici. Contro Mario Tanassi, "classe 1916, nato a Ururi in provincia di Campobasso, dirigente del PSDI, sovente ministro e persino vicepresidente del Consiglio", antesignano ad alti livelli di certe pratiche e travolto dallo scandalo Lockeed, Guido Quaranta, nel fortunato Scusatemi ho il paté d'animo, usò la mano pesante. La figura comica, prima che tragica, di Mario Tanassi fu ricordata dal giornalista per un siluro involontario del 1973, una spensierata sortita che provocò la fine del governo Andreotti (DC-PLI-PSDI). Tanassi, all'insaputa dell'inossidabile ma incazzatissimo Giulio, nonostante la carica di vicepresidente del Consiglio e Ministro della Difesa, parlò ai cronisti del suo segreto proposito di avviare le consultazioni per la formazione di un nuovo governo. Forse non sbagliava Saragat quando, amareggiato per la mancata conferma al Quirinale come Presidente della Repubblica, se la prese con simili compagni di partito. Forse non sbagliava se "nel ripudiare l'on. Mario Tanassi, che presiedeva il partito ed era sempre stato il suo fedele ciambellano, evocò un personaggio del Faust definendolo un homunculus". Il ritratto diventa completo se si lascia la parola allo stesso Tanassi. Il quale - ricordava Quaranta - in ossequio alla prassi parlamentare che invitava i neo eletti a stilare un breve curriculum vitae, descrisse le sue vicissitudini di ventenne sotto il regime di Mussolini, spiegando che "a causa della sua attività antifascista, e per non rendere difficili le condizioni della propria famiglia", era stato "costretto a impiegarsi". Fece ridere tutto il Parlamento.

Francesco Totaro dice che Tanassi "pagò, fino in fondo, il prezzo del suo errore". E questo - spiega Totaro - "sembrerà una cosa normale, ma in Italia ... assume un significato speciale, se prendiamo in considerazione l’eccezionale stagione di corruzione e malgoverno scoperta da Tangentopoli". Poi - magari forse inconsciamente, forse per non essere da meno dell'illustre corregionale, conclude in maniera che più tanassiana non si potrebbe. "Oggi - scrive Totaro - la mia voce dissente dal corifeo di chi spende solo parole di ipocrita disprezzo, e saluta un leader della Socialdemocrazia italiana".

Giacomo Donati 14:19 |
politici e amministratori

lunedì, 07 maggio 2007

Il 25 aprile di Alberto Mario Cirese

Rintraccio per caso e con notevole ritardo una mail di Alberto Mario Cirese finita lo scorso 20 aprile in una casella postale ormai smessa. Si tratta di una sorta di lettera circolare indirizzata a vecchi e nuovi amici, che rilancio subito in internet, con il suo biglietto di accompagnamento:

"Da vecchi - vi ha annotato Cirese, -  la presbiopia mentale rende presenti e vive cose passate e morte. Ma non si ha il diritto di imporne il ricordo agli altri. Perciò non allego le annotazioni su

10 LUGLIO 1943 - 25 APRILE 1945
Brevi note di memoria e vecchie carte
per i miei nipoti e per quanti allora ancor non eran nati

ma per sfuggire un poco al complesso del sepoltovivo/mortocheparla (o forse a rafforzarlo?) ne segnalo il link". (clicca qui per scaricare il testo) 

Giacomo Donati 18:07 |
letteratura